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FAUSTO CECCONI


Fausto Cecconi nasce il 13 settembre 1904 a Monterotondo da Caterina (Nina) d’Orazi e Bernardo Cecconi. Per comprendere le scelte di un ragazzo prima e di un uomo poi , occorre fissare il periodo storico che ha caratterizzato la sua vita. All’inizio del 1900 l’Italia , come tutta l’Europa , è attraversata da una ventata di nuove idee, da ideali , sogni e follie. In pochi anni numerose invenzioni trasformano la vita di tutti. ; la luce elettrica , l’auto , l’aeroplano , il cinema , il telegrafo , le scoperte scientifiche , danno all’uomo di quegli anni la sensazione di appartenere alla categoria dei Superuomini ! Un nuovo fermento culturale , rappresentato da Papini , Corradini , Croce , Gentile , Prezzolini ,Borgese , Soffici , Marinetti , D’Annunzio e da tanti altri contribuisce alla nascita delle idee nazionaliste , interventiste e , poi , fasciste. Il nuovo secolo pertanto si avvia nel segno del più sfrenato ottimismo .


Ma , il 28 giugno del 1914 l’attentato di Sarajevo all’arciduca d’Austria scatena la Grande Guerra ! L’Italia , dapprima alleata di Prussia ed Austria , poi neutralista , sotto la spinta del crescente movimento nazionalista decide di entrare in guerra contro gli ex alleati . Era il 25 maggio 1915. Una guerra terribile che costa all’Italia oltre 650.000 morti , un tributo di sangue che diviene il collante per la definitiva Unità d’Italia. Dopo la gioia e la fierezza di veder sventolare il Tricolore a Trento e a Trieste , i nostri soldati , tornati nei loro paesi , non trovano più lavoro ; la miseria attanaglia i più deboli e la vita diviene una continua battaglia. L’insoddisfazione politica , sommata a quella economica forma una miscela esplosiva che culmina in un’autentica guerra civile con centinaia di morti tra le varie fazioni politiche , l’esercito e le forze dell’ordine. Mussolini , accettato dal Re , è considerato il solo uomo capace di riportare l’ordine e persiste fino in fondo a questo suo compito. E’ iniziata l’era fascista ! In tale clima il giovane Fausto Cecconi affronta la sua giovinezza. Secondo figlio , dopo il fratello Luigi , muove i suoi primi passi nella casa paterna , situata nella zona dei Cappuccini , in quegli anni ancora distante dal centro abitato. Qui il padre lavora la sua terra , duramente, aiutato da validi braccianti , ottenendo risultati e guadagni soddisfacenti. E’ su questa terra che Fausto comincia ad appassionarsi alla conoscenza dei motori dei macchinari agricoli . Iscritto alle scuole elementari , dimostra immediatamente un grande amore per lo studio e attenzione nell’apprendimento ; gli elogi degli insegnanti non si fanno attendere. “Ama lo studio ed ha un’intelligenza più unica che rara”. A Monterotondo completa le elementari fino alla sesta classe. Seguendo quelle che erano le sue mire , decide di allontanarsi dalle sue terre iscrivendosi nell’anno 1911 alle Scuole tecniche di Amelia in provincia di Terni. E’ questo un periodo malinconico : sente il peso dei sacrifici che la sua famiglia deve sostenere per mantenerlo agli studi , ma soprattutto gli pesa la mancanza dell’affetto materno. Adora sua madre ! L’amore per lo studio si accompagna a quello per lo Sport e l’esercizio fisico . Cresce sano e robusto vivendo con l’indispensabile e con il pensiero sempre rivolto a coloro che per vivere lavorano pesantemente. Nel 1919 completato il ciclo di studi ad Amelia , si trasferisce a Fermo in provincia di Ascoli Piceno ; si iscrive all’Istituto tecnico industriale presso il locale convitto , dove soggiorna fino al 1921 , poi alloggia presso una famiglia amica. Il profitto scolastico è sempre altissimo e la sua vita trascorre tra casa , scuola e lezioni di musica che nel frattempo ha iniziato. Ama il padre , ma con la mamma Nina ha un rapporto di tenerezza infinita e a lei si rivolge per chiedere quelle poche cose di cui necessita. Nel 1922 si iscrive al Fascio di Combattimento di Monterotondo seguendo le orme del fratello Luigi che già da qualche anno pratica questo ambiente. Quest’ultimo viene ferito gravemente tra il 30 e 31 dicembre 1921 da una pallottola esplosa da un “nemico comunista. ” Fausto lo assiste per tutto il tempo Nel luglio del 1923 consegue il diploma , risultando il 1° del corso. Ad ottobre dello stesso anno , entra all’Accademia Aeronautica di Livorno dove immediatamente gode della stima dei suoi superiori , che lo giudicano un ottimo elemento con intelligenza pronta e ricco di generosità verso i suoi compagni . In occasione delle festività pasquali e natalizie scrive ai genitori soffermandosi malinconicamente sulla lontananza dal suo paese e dalla sua casa , senza mai fare menzione delle lodi e dei progressi che ottiene in Accademia. Un ragazzo modesto con un credo fermo: Dio, Patria, Famiglia . Al termine dei tre anni di Accademia gli viene assegnata , direttamente dalle mani di Italo Balbo , la sciabola d’onore per essere risultato il primo del corso Aquila. Il 1° luglio 1926 è nominato sottotenente e il 2 agosto inizia il corso di pilotaggio nel Campo San Giusto di Pisa.


Trasferito ad Aviano , il 15 giugno 1927 è nominato Pilota d’aeroplano su aereo “S.V.A” Ad agosto dello stesso anno consegue il brevetto di Pilota militare su aereo “A.300/4”. La sua notorietà internazionale inizia con la partecipazione alla Crociera aerea Roma - Londra-Berlino - Roma con 12 aerei “A120” e “D.22” al comando di Italo Balbo. Conquista successivamente il record di durata e di distanza in circuito chiuso.









Viene trasferito poi a Montecelio dove inizia gli allenamenti con il tenente Maddalena che diverrà il compagno di gloria e di morte. Con grande soddisfazione acquista un aereo monoposto “Fokker” con il quale si allena alle esercitazioni più spericolate. Nel 1929 gli viene assegnato il premio “Garda” per aver compiuto il maggior numero di ore di volo (oltre 400) senza subire incidenti. E’ primo assoluto nel Giro aereo del Lazio.








Dal 30 maggio al 2 giugno 1930 riconquista per l’Italia il record mondiale di durata e di distanza in circuito chiuso: 8.000 chilometri percorsi in 67 ore e13 minuti di volo ! Viene decorato con la medaglia d’argento al valore aeronautico.






Il 10 luglio 1930 viene trasferito al 93° Gruppo Autonomo di Bombardamento marittimo per poter partecipare alla “Crociera Atlantica” Italia - Brasile. Il 15 dicembre 1930 , prende il comando della missione Italo Balbo , e il 17 dicembre alle ore 7,45 partono quattro squadriglie di idrovolanti “S.55”di tre velivoli ciascuna con a bordo 48 uomini. Il tragitto si svolge in sette tappe per 10.350 chilometri di volo : partenza da Orbetello e , attraverso l’Africa , arrivo a Rio de Janeiro in Brasile . Fausto Cecconi fa parte della squadriglia Nera con il maggiore Maddalena ed il motorista Da Monte. Scrive ai genitori , senza mai esaltare le sue gesta , descrivendo le località visitate e le festose e trionfali accoglienze riservate agli aerei italiani. Ripartono dal Brasile il 7 febbraio 1931 con il piroscafo “Conte rosso” .e giunti in Italia , il 21 febbraio sono a Roma ; qui , dalla Stazione , attraversando via del Tritone e piazza Colonna , sono accolti da un’immensa folla delirante. Anche a Monterotondo viene accolto trionfalmente e portato a spalla fino alla casa paterna , dove è festeggiato con robuste bevute e lauti pranzi.



E’ promosso Capitano per meriti speciali. Il 19 marzo 1931 parte da Cinisello Balsamo su un “ S.64” alla volta di Montecelio , con il colonnello Maddalena ed il tenente Da Monte. L’aereo subisce una grave avaria esplodendo e precipitando in mare nei pressi di Marina di Pisa. Il corpo di Maddalena non verrà mai recuperato , quelli di Cecconi e Da Monte saranno ritrovati nei giorni seguenti. Termina così , a soli 26 anni , la breve esistenza di Fausto Cecconi , eroe dell’aria e amato cittadino di Monterotondo. Il Paese apprende con sbigottimento e cordoglio la notizia. In tutte le piazze , i vicoli , le taverne , le case scende un velo di sconforto , pensando anche al dolore della “sora Nina”.


I funerali si svolgono in maniera solenne alla presenza del Ministro dell’Aeronautica Italo Balbo , personalità politiche , compagni aviatori , amici e compaesani , nella chiesa parata a lutto con la bara presidiata da militari in alta uniforme. Mentre si svolge il corteo funebre , composto da un gran numero di abitanti di Monterotondo , il cielo è solcato da alcuni aerei , dai quali i compagni di Fausto lanciano fiori in onore e memoria di quel ragazzo che non avrebbe più volato con loro. ll Comune di Monterotondo gli intitola la strada che dalla Nomentana porta alla casa paterna in zona Cappuccini e , nel Cimitero cittadino concede un’area per la tomba di famiglia. Nel 1936 viene eretto in sua memoria un “Arco” di trionfo in fondo alla “passeggiata” e dedicato il nuovo “Stadio” costruito sul suolo che in precedenza era occupato dal “Galoppatoio” nella zona del “ Pratone”. Nel 1938 riceve la Medaglia d’oro al valore aeronautico , alla memoria .












Termina così la storia del ragazzo Fausto Cecconi , che ha pagato con la vita il raggiungimento del suo ideale e che è da ricordare nei secoli , con affetto immutato .







            POSTA COMMEMORATIVA




            FILMATI STORICI



Bibliografia: R.VESPA - L'Atlantico Capitano Fausto Cecconi "L'Italiano di Mussolini"  Tip.Santucci 1934.
                    C.BERNARDINI - Cronache postume di Monterotondo -Tip.Balzanelli
(Giuseppe Lanna)

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